Perché ti succede e come uscirne
Stai vivendo situazioni che si ripetono e sembrano non avere via d'uscita? Ti ritrovi sempre nella stessa dinamica, stesso tipo di relazione, difficoltà sul lavoro, solita frustrazione, litigi frequenti, stessi schemi?
Probabilmente pensi succeda solo a te ma non è così. In questo articolo vediamo perché accade, quale schema c'è sotto che si ripete, e soprattutto cosa puoi fare per fermare la ruota del criceto.
Perché le situazioni si ripetono
Quando una situazione si ripete, che sia una dinamica relazionale, un conflitto, una scelta che va sempre a finire nello stesso modo, la reazione più comune è pensare che sia sfortuna, destino oppure il karma.
In realtà quello che si ripete più che la situazione è il tuo modo di starci dentro e affrontarla.
Pensa a quando stai con i piedi sulla sabbia: trovare l'equilibrio e mantenerlo è difficile. Il corpo sprofonda, i muscoli s'impegnano per correggere la postura costantemente. Succede anche con i pensieri: quando una situazione è inafferrabile, come la sabbia, averne il controllo, o illudersi di averlo, è una scelta poco efficace. Si rischia di esaurire le proprie energie nel disperato tentativo di non sprofondarci dentro.
Se ti senti in un loop vuol dire che continui ad avere lo stesso atteggiamento e probabilmente compi le stesse azioni sperando di avere risultati diversi. È come ripetere una moltiplicazione in colonna dimenticando ogni volta il riporto: il procedimento ti sembra giusto, ma il risultato è sempre sbagliato.
Le convinzioni limitanti che tengono in piedi lo schema
Sotto ogni schema che si ripete c'è una convinzione di cui non sei consapevole. Più che un pensiero è un adattamento o una programmazione che esegui in modo automatico.
Qualche esempio:
- "Non merito di stare bene" → ogni volta che la situazione migliora, trovi un modo per sabotarla. Non lo fai di proposito. La mente lo fa per proteggerti, perché "stare bene" è fuori dalla tua zona di comfort.
- "Se chiedo, disturbo" → ogni volta che avresti bisogno di aiuto, ti arrangi da sola. Poi ti esaurisci, ti arrabbi con chi non ti ha aiutato perché ti aspettavi che "ci arrivasse e capisse" senza che tu chiedessi in modo esplicito.
- "Chi mi ama prima o poi se ne va" → ogni volta che una relazione diventa intima, trovi il difetto fatale. Oppure scegli persone che confermano la tua convinzione, senza accorgertene.
La zona di comfort è delimitata dalle nostre convinzioni e nutrita dalle nostre abitudini. Come il guinzaglio del cane: se il guinzaglio si allunga di tre metri, il cane si abitua a quella distanza. Se dopo un po' metti un guinzaglio da cinque metri, il cane continuerà a fermarsi dopo i primi tre, perché quella è la sua zona di comfort. Ha bisogno di tempo per realizzare di avere più spazio.
Noi non siamo cani, ma il meccanismo è lo stesso. Possiamo spingerci oltre, metterci in gioco, uscire dalla nostra zona. Sono la paura di riuscire (o di fallire), la stanchezza, la sopravvivenza quotidiana che ci fanno restare prigioniere dei nostri limiti.
Il sabotaggio della mente: perché "sapere" non basta
Forse hai già letto libri sulla crescita personale, hai riconosciuto qual è il tuo schema e continui a ripeterlo.
La lettura ti ha aiutato a vedere quel meccanismo ma la mente umana ha una funzione precisa: proteggerci dal dolore. Quando un cambiamento tocca zone profonde, come l'identità, il tuo valore, i rapporti, la relazione col denaro, con te stessa, la mente attiva un meccanismo di protezione. Sabota il cambiamento senza che tu te ne accorga. Ti fai distrarre, rimandi, ti dici che tanto non funziona, torni alle vecchie abitudini che almeno conosci.
Ti sarà capitato di desiderare molto una cosa, di sognare a occhi aperti immaginando come sarebbe bello... finché la mente non ha iniziato con la sfilza di "se", "ma", "però" che ti ha riportato inevitabilmente nella tua comfort zone dove, nonostante tutto, ti senti al sicuro.
Puoi leggere tutti i libri che vuoi, seguire corsi, fare webinar. Ma se non sei disposte a lasciare andare la paura, non potrai dire che queste tecniche non funzionano perché sono le resistenze e le abitudini che la neutralizzano.
Come riconoscere il tuo schema ricorrente
Se vuoi smettere di girare in cerchio, il primo passo è vedere il cerchio che si ripete e quando ci sei dentro non è facile riconoscerlo.
Prova a fare questo esercizio.
Prendi carta e penna e rispondi a queste domande:
- Quale situazione si sta ripetendo nella tua vita in questo momento? (Relazione, lavoro, salute, soldi, famiglia)
- Quante volte è già successo qualcosa di simile?
- Come reagisci di solito quando succede? (Ti arrabbi, ti chiudi, ti sacrifichi, scappi, controlli, ti lamenti, ti rassegni)
- Cosa guadagni restando nello schema? Lo so, è una domanda scomoda ma ti aiuta a riconoscere il beneficio secondario (es. bisogno di sicurezza, familiarità, evitamento del rischio, conferma di una convinzione su te stessa).
Riconoscere il beneficio secondario ti aiuta a capire cosa ti trattiene. Considera che le convinzioni limitanti in genere sono il risultato delle ferite dell'anima, di esperienza, traumi, educazione ecc.
Le domande che ampliano la prospettiva
Se ti senti costretta in una situazione in cui senti di sprofondare, cambiare la domanda aiuta a osservare più in profondità.
Non chiederti "Perché mi succede sempre la stessa cosa?" dato che potresti già aver riconosciuto il meccanismo che si attiva.
Prova a chiediti:
"Quale lezione non ho ancora imparato?"
Non in senso punitivo, non è un'interrogazione o una questione cosmica. Solo che le situazioni che si ripetono sono spesso il segnale che c'è un nodo da sciogliere. Come a scuola: se non superi l'esame, non è perché l'universo ce l'ha con te, è solo che non hai ancora integrato una lezione.
Se speri di cambiare casa, lavoro, relazione e ogni volta la situazione sembra complicarsi e trattenerti lì, le possibilità sono due:
- Ci sono resistenze attive e convinzioni limitanti che ostacolano il cambiamento (e di solito non le vedi da sola, serve uno sguardo esterno)
- Sei lì per imparare qualcosa che non hai ancora appreso, e finché non lo fai la situazione tenderà a ripresentarsi, in quel contesto o in un altro.
Cosa puoi fare per uscire dallo schema
Non serve una rivoluzione. Servono tre cose.
1. Smetti di controllare
Il controllo delle situazioni spesso ti tiene inchiodata nello stesso posto. Se trovi il coraggio di accogliere l'imprevedibilità, di lasciarti portare e stare nel flusso invece di aggrapparti, accadranno cose che non avevi previsto. Non sempre piacevoli, ma diverse dal solito perché lo schema sarà cambiato.
2. Cambia le abitudini oltre che i pensieri
Se non cambiamo le nostre abitudini è difficile cambiare la realtà che viviamo. Il cervello funziona come una radio: se rafforzi sempre lo stesso sistema di connessioni neuronali, ripetendo all'infinito gli stessi pensieri, continuerai a emettere lo stesso segnale. Le abitudini nuove, anche quelle piccole e insignificanti, creano nuovi circuiti. All'inizio sarà uno sforzo e potrebbe essere faticoso, pensa ai primi giorni di dieta o palestra, e più passano i giorni più la fatica andrà calando. Non ti faccio lo spiegone neuroscientifico ma è una questione fisiologica più che di motivazione. Devi solo importi di iniziare e essere costante anche quando la motivazione ti spingerà a stare sul divano, per tornare all'esempio della palestra.
3. Non farlo da sola
Da sola, il meccanismo di sabotaggio non lo puoi vedere, la mente è furba e conservatrice. Serve uno sguardo esterno che sappia dove guardare e che riconosca il sabotaggio prima ancora che tu lo giustifichi, e che ti aiuti a intervenire sulle abitudini e i comportamenti che tengono in piedi quello schema.
Domande frequenti
Perché attiro sempre le stesse persone?
Non le "attiri" in senso magico. Ma le tue convinzioni profonde funzionano come un filtro: in mezzo a cento persone, noti e scegli quelle che confermano ciò che credi di te stessa. Se credi di non meritare un partner rispettoso, i partner rispettosi li scarti, inconsapevolmente, perché "non ti sembrano abbastanza interessanti". Lo schema non è nelle persone che incontri ma nel filtro con cui le scegli.
Le situazioni che si ripetono sono karma?
Dipende da come usi la parola. Se karma significa "punizione cosmica per una vita passata", no, non è un approccio che trovo utile né verificabile. Se karma significa "ciò che semini raccogli" cioè che le tue azioni, abitudini e convinzioni producono conseguenze coerenti, allora sì, in questo senso è karma. Ma è un karma su cui puoi intervenire adesso, non qualcosa di immutabile. Se è il risultato delle tue azioni, basterà cambiare abitudini per avere risultati diversi.
Posso uscirne da sola leggendo libri?
I libri e gli articoli aiutano perché danno consapevolezza, è il primo passo. Leggere non basta. Se bastasse, l'avresti già fatto e non saresti in cerca di ulteriori risposte. La crescita comporta cammino e azioni, non lettura: pensare diversamente e sentirti diversa dentro ti aiuta molto di più e farsi accompagnare aiuta ad accelerare i tempi, evitare un po' di errori, rialzarsi in fretta quando si scivola.
Senti di essere in un loop che non riesci a spezzare da sola?
Forse sei così proiettata su ciò che manca, o su come vorresti che fosse, che non ti accorgi di vivere completamente scollegata dal presente. Le situazioni che si ripetono sono spesso il segnale che è arrivato il momento di fermarti e guardare la struttura sotto, invece di continuare a focalizzarti su un singolo problema. Serve osservare il disegno intero e riconoscere cosa è prioritario soprattutto se hai diverse situazioni bloccate da anni.
Reset è il mio percorso di sei mesi in cui lavoriamo esattamente su questo: riconoscere gli schemi ricorrenti nelle sei aree della tua vita (immagine di sé, famiglia, relazioni, lavoro, denaro, autorealizzazione) e ripuliamo la struttura che li tiene in piedi. Non con la teoria, ma con la pratica e il confronto nel gruppo.
Il 10 settembre alle 20 conduco una Masterclass gratuita su Zoom "Riparti da te: attiva il cambiamento".
Sarà un primo passo per toccare con mano e sentire come sarebbe vivere il cambiamento che desideri.
Benedizioni,
Silvia
2 comments on “Situazioni che si ripetono”
In questi giorni scrive spesso parole che mi servono davvero e ti ringrazio. Anche io lo vorrei tanto un gruppo di lettura…
Grazie a te.
Eh. Come sai qualcosa bolle in pentola. :)